Sempre attuale: a Torino la mostra dedicata alla fotografia di moda di Norman Parkinson

Lo scorso 21 marzo 2025, la città di Torino ha dato il benvenuto alla mostra “Norman Parkinson: Always in fashion”, un evento che celebra la vita e la carriera del celebre fotografo che ha rivoluzionato il panorama della fotografia di moda. L’esposizione è allestita presso gli storici appartamenti di Palazzo Barolo, in Via delle Orfane 7, e offre ai visitatori l’opportunità di scoprire il lavoro di un artista che ha saputo catturare l’essenza della bellezza e della moda.

Il curatore e le immagini iconiche

La mostra, curata da Terence Pepper, presenta una selezione di 80 immagini iconiche che ripercorrono le diverse fasi della carriera di Norman Parkinson. Il fotografo, attivo sin dagli anni Trenta, ha collaborato con riviste di grande prestigio come Harper’s Bazaar, Vogue e Town & Country, contribuendo a definire l’estetica della fotografia di moda. Le sue opere non si limitano a ritratti in studio, ma spaziano in ambientazioni urbane e scenari esotici, portando la moda fuori dai confini tradizionali.

Parkinson stesso ha affermato: “Chiunque si mette in posa per farsi fotografare sente che è contrario al suo istinto naturale. Si sente narcisista, immodesto. Occorre quindi eliminare la sensazione di non essere fedeli a sé stessi e far sì che le persone si divertano.” Questa filosofia ha guidato il suo lavoro e ha reso le sue fotografie uniche nel loro genere.

Innovazione e stile

Una delle principali innovazioni introdotte da Norman Parkinson è stata l’idea di ambientare le fotografie di moda in contesti reali, all’aperto, piuttosto che in studi chiusi. Le modelle, immortalate in scenari urbani o in paesaggi esotici, sono state ritratte in un modo che ricorda la street photography. Un esempio emblematico è la fotografia del 1939 che ritrae la modella Pamela Minchin mentre salta in costume da bagno sulla spiaggia dell’Isola di Wight, un’immagine che ha segnato un punto di svolta nella carriera di Parkinson.

Nel corso degli anni Quaranta, Parkinson ha iniziato a lavorare per Vogue, dove ha avuto come muse Wenda Rogerson, una delle modelle più influenti dell’epoca. Durante questo periodo, ha anche fotografato celebrità come Audrey Hepburn e Gregory Peck, ampliando il suo repertorio con alcune delle prime fotografie a colori, come il ritratto della scrittrice Vita Sackville West.

Un’analisi dei cambiamenti sociali

Negli anni Sessanta, Parkinson ha collaborato con la rivista Queen, adottando un approccio più audace e rivolto a un pubblico giovane. Le sue immagini documentano non solo l’evoluzione della moda, ma anche i cambiamenti sociali e culturali dell’epoca. Le collaborazioni con modelle come Celia Hammond e Twiggy riflettono la trasformazione dell’immagine femminile e il ruolo delle donne nella società, evidenziando la liberazione dei costumi.

La sua carriera, che si è estesa fino agli anni Ottanta, ha visto il lancio di modelle come Jerry Hall e Iman, con scatti iconici che hanno contribuito a definire il concetto di bellezza contemporanea. Parkinson è scomparso nel 1990, ma il suo impatto sulla fotografia di moda continua a essere avvertito.

Un’opportunità unica in Italia

La mostra di Torino rappresenta una delle poche esposizioni personali dedicate a Norman Parkinson in Italia, dopo l’esposizione del 2021 presso la fondazione Bisacchia a Montecchio Maggiore (Vicenza). La proposta di mostre fotografiche nel paese tende a concentrarsi su paesaggi e street photography, lasciando spesso in secondo piano la fotografia di moda, nonostante la sua importanza storica e culturale.

La mostra “Norman Parkinson: Always in fashion” rimarrà aperta al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19, offrendo un’opportunità unica per esplorare l’eredità di un maestro della fotografia che continua a ispirare generazioni di artisti e appassionati di moda.

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Roberta Reale