
Un’iniziativa innovativa sta prendendo piede nella Svizzera italiana, dove GreenUp promuove un progetto di moda circolare che incoraggia la sostenibilità e il risparmio. Si tratta di Clothing Loop, un’idea semplice ma efficace: formare un gruppo di persone interessate a scambiare abiti. I partecipanti possono passare di casa in casa una borsa contenente vestiti da donare e scegliere al contempo capi che rispondono ai propri gusti. Questo approccio non solo favorisce il riutilizzo degli abiti, ma contribuisce anche a creare una comunità più consapevole e attenta all’ambiente.
Il fenomeno della moda di seconda mano sta guadagnando sempre più popolarità, con eventi di swap promossi da Fashion Revolution e GreenUp che attirano un pubblico sempre più vasto. In Ticino, i mercatini di seconda mano, come i Bazaar al lago, stanno riscuotendo un notevole successo, creando un terreno fertile per il movimento dello slow fashion. Le persone stanno scoprendo il piacere di indossare abiti usati, facendo scelte più responsabili e sostenibili.
La moda insostenibile
L’industria della moda è considerata dallONU uno dei settori più inquinanti a livello globale. L’iper produzione di abbigliamento è responsabile di circa il 20% dell’inquinamento delle acque potabili. Secondo lAgenzia europea dell’ambiente, ogni individuo, con i propri acquisti tessili, genera approssimativamente 270 kg di emissioni di CO2. Questi capi, spesso legati al fenomeno del fast fashion, vengono rapidamente abbandonati dai consumatori. È allarmante notare che ogni minuto nel mondo un camion svuota il suo carico di vestiti dismessi in discarica, pari a 86.400 camion al giorno. In Svizzera, ogni anno, si gettano 6,3 kg di abiti per persona, come riportato da Fashion Revolution. Inoltre, la metà degli abiti prodotti viene scartata, e solo lo 0,5% dei tessuti viene riciclato, a causa della difficoltà di separare i materiali misti. In risposta a queste problematiche, lUnione Europea ha avviato una strategia per affrontare l’impatto ambientale della moda.
La slow fashion come risposta alla fast fashion
La moda circolare si propone di affrontare le sfide dell’iper consumo, evitando di distruggere gli abiti non più desiderati e promuovendo il loro riutilizzo. È sorprendente sapere che il 40% dei vestiti rimane inutilizzato nei nostri guardaroba, rappresentando una risorsa sprecata. Questo ingombro potrebbe trasformarsi in un’opportunità per l’ambiente, permettendo di rimettere in circolo capi che possono ancora avere valore. Questo approccio potrebbe anche contribuire a ridurre la frenesia del consumo di abbigliamento legato al fast fashion.
Gira la moda
Il desiderio di rinnovare il guardaroba e di esplorare nuovi stili è comune a molti. In Ticino, le iniziative di moda circolare stanno guadagnando attenzione e consensi. Le partecipanti agli eventi di swap e ai mercatini di seconda mano condividono l’idea che la soddisfazione derivante dallo shopping tradizionale può essere facilmente replicata anche quando si trovano capi “nuovi” all’interno di una borsa di Clothing Loop o in un negozio di seconda mano. Oltre ai vantaggi economici, queste pratiche incoraggiano un modo di vestire più consapevole. Le associazioni coinvolte invitano a scegliere capi durevoli, a prendersene cura, a ripararli e a rimettere in circolo ciò che non si indossa più, promuovendo così un ciclo virtuoso di consumo responsabile.