
Nel 1975, la Jaguar ha presentato la sua nuova coupé, la XJ-S, come diretta erede della leggendaria E-Type. Nonostante l’accoglienza iniziale non fosse entusiasta, la XJ-S ha saputo conquistare il mercato, rimanendo in produzione fino al 1996 e raggiungendo un totale di circa 115.000 esemplari venduti. Questo modello ha rappresentato un importante capitolo nella storia della casa automobilistica britannica.
Le origini del progetto
Il progetto per il successore della Jaguar E-Type ha preso avvio nel 1966, dopo che la E-Type era diventata un simbolo di stile e prestazioni sin dalla sua presentazione al Salone di Ginevra nel 1961. Malcolm Sayer, responsabile del progetto, ha lavorato a stretto contatto con William Lyons, il fondatore di Jaguar, per sviluppare un modello che potesse attrarre anche il mercato americano. L’idea era di creare una sportiva in grado di ospitare più di due passeggeri, dando vita al progetto interno XJ21, che prevedeva diverse varianti di carrozzeria: coupé a due posti, coupé “due posti + 2” e cabriolet. Le motorizzazioni contemplate includevano un nuovo motore otto cilindri da 3.6 litri e un potente dodici cilindri, mentre era anche in fase di studio un modello più compatto simile alla prima E-Type.
Prototipi e sviluppi iniziali
Il primo prototipo della XJ-S è stato realizzato alla fine del 1966, mantenendo le stesse dimensioni dell’E-Type 2+2, ma con una carreggiata più larga. Tra il 1967 e il 1968, sono state presentate diverse proposte di design, tra cui un nuovo studio nel gennaio del 1967 che si avvicinava al risultato finale, e una proposta di cabriolet nel marzo dello stesso anno. Questi progetti includevano anche una coupé con archi rampanti sul posteriore e una berlina sportiva a quattro posti. Tuttavia, il progetto ha subito un rallentamento nel 1968, mentre la Jaguar ha introdotto un nuovo motore dodici cilindri da 5.3 litri per la E-Type, preparando il terreno per la futura XJ-S.
Il lancio della XJ-S
Nonostante le incertezze economiche legate alla crisi petrolifera e la ristrutturazione di British Leyland, nel dicembre del 1975 la Jaguar ha finalmente presentato al pubblico la XJ-S. Il modello era equipaggiato con il motore V12 da 5.3 litri, in grado di erogare 285 Cv, disponibile sia con cambio manuale a quattro marce che automatico a tre rapporti. Tuttavia, il motore manuale, datato e privo di overdrive, non ha ottenuto il successo sperato, con solo 350 esemplari prodotti fino al 1979. La Jaguar sperava di vendere almeno 3.000 unità all’anno, un obiettivo che sembrava alla portata, considerando che nel 1973 erano state vendute quasi 4.700 E-Type.
Le sfide del mercato e le modifiche
Con l’inizio della produzione della XJ-S, Jaguar ha deciso di abbandonare il segmento delle sportive ad alte prestazioni, lasciando spazio a marchi come Ferrari e Porsche. La XJ-S, purtroppo, ha deluso le aspettative del mercato americano, che lamentava prestazioni inferiori e problemi di affidabilità. Gli scioperi hanno ulteriormente complicato la situazione, portando a una diminuzione delle vendite. Nel 1980, la Jaguar ha visto il suo minimo storico con circa 1.080 esemplari consegnati. Tuttavia, con l’arrivo del nuovo amministratore delegato John Egan, sono state implementate importanti modifiche che hanno migliorato l’affidabilità e le prestazioni del modello.
Il motore a sei cilindri e la versione cabriolet
Nel 1976, la Jaguar ha avviato la progettazione di un motore a sei cilindri per ampliare la gamma della XJ-S. Dopo vari studi, nel 1979 è stato costruito il primo prototipo di un motore in linea da 3.6 litri, che è stato lanciato sul mercato nel 1983. La stampa ha avuto reazioni contrastanti, con prestazioni che non sempre hanno soddisfatto le promesse fatte. Nel frattempo, la richiesta di una versione cabriolet è cresciuta, soprattutto negli Stati Uniti. Questa variante, prodotta in collaborazione con aziende esterne, ha visto la luce nel 1984, con un allestimento lussuoso e una produzione che ha superato le 6.000 unità.
La Jaguar XJ-S ha rappresentato un’evoluzione significativa per la casa automobilistica, con sfide e successi che ne hanno segnato la storia nel corso degli anni.