
Milano, 23 marzo 2025: una provocazione simbolica ha avuto luogo oggi alle ore 8.00 presso il Ristorante Cracco, situato nella storica Galleria Vittorio Emanuele. Quattro attivisti della campagna Il Giusto Prezzo di Ultima Generazione hanno versato il contenuto di tre bottiglie di passata di pomodoro sulla veranda del ristorante, sottolineando il contrasto tra il costo elevato delle cene di lusso e le difficoltà economiche delle famiglie italiane.
Azione di protesta contro le disparità sociali
Questa azione è stata la seconda in una settimana, mirata a denunciare le disparità sociali in un paese dove una cena può costare quanto la spesa mensile di una famiglia. Gli attivisti hanno sollecitato Carlo Cracco a riflettere su questo tema, chiedendo: “È giusto che una cena costi quanto la spesa di una famiglia? Qual è il giusto prezzo per chi lavora nei campi?” La risposta attesa da Cracco è considerata cruciale, dato il suo ruolo nel mondo della ristorazione.
Simbolo dello sfruttamento agricolo
Giacomo, un consulente legale di 34 anni, ha dichiarato: “Abbiamo scelto la passata di pomodoro come simbolo dello sfruttamento agricolo. Gli agricoltori e i braccianti sono schiacciati dai prezzi che non coprono i costi, mentre la crisi climatica aggrava la situazione. Il governo Meloni e il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida celebrano il Made in Italy, ma trascurano chi lo produce.” Ha messo in evidenza come il meccanismo attuale consenta a ristoranti come Cracco di far pagare prezzi esorbitanti, mentre migliaia di lavoratori lottano per la sopravvivenza.
Richiesta di pasti gratuiti
La richiesta degli attivisti è chiara: Carlo Cracco dovrebbe aprire le porte del suo ristorante ogni giovedì, offrendo pasti gratuiti a chi è in difficoltà. Questo gesto, considerato simbolico, potrebbe dimostrare che la buona cucina può anche essere un atto di solidarietà. Per sostenere questa iniziativa, è stata creata una mail dedicata a Cracco, invitando il pubblico a esprimere il proprio supporto.
Protesta nonostante le restrizioni
La Digos, per contro, ha impedito un pranzo di piazza in Galleria Vittorio Emanuele, costringendo gli attivisti a spostarsi in Piazza Mercanti. Nonostante le restrizioni, circa trenta persone hanno partecipato all’evento, dimostrando che la solidarietà non può essere fermata. Massimiliano, uno degli organizzatori, ha sottolineato l’importanza del cibo come simbolo di dignità e comunità, affermando che non dovrebbe essere un lusso riservato a pochi.
Difficoltà quotidiane degli italiani
Il governo Meloni, impegnato in questioni internazionali, sembra ignorare le difficoltà quotidiane degli italiani, mentre i lavoratori agricoli continuano a trovarsi in una situazione di abbandono. Le campagne italiane, lontane dall’immagine idilliaca, sono caratterizzate da salari bassi e sfruttamento. Nonostante le promesse sul Made in Italy, chi lavora la terra si trova a fronteggiare una burocrazia opprimente e calamità naturali che mettono a rischio la propria sussistenza.
Richiesta di misure concrete per la crisi agricola
La campagna Il Giusto Prezzo chiede misure concrete per affrontare la crisi agricola, proteggendo i raccolti e promuovendo un sistema agricolo sostenibile. È fondamentale che il costo degli alimenti nei supermercati diventi accessibile e che i produttori ricevano un prezzo equo. Inoltre, gli attivisti richiedono che siano i responsabili della crisi attuale a finanziare questa transizione, piuttosto che gravare sulle spalle dei cittadini con nuove tasse.